Emergency #NOALLAGUERRA

06.12.2017

Il 9 novembre 2017 il triennio della nostra scuola si è recato presso l'Uci Cinemas Lingotto, a Torino, per assistere ad una conferenza in streaming con Gino StradaEmergency è un'associazione umanitaria italiana, fondata il 15 maggio 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti.

Riconosciuta giuridicamente come organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), essa offre cure mediche e chirurgiche alle vittime in territorio di guerra.

Da due anni ormai Emergency si è avvicinata agli studenti delle scuole superiori offrendo l'opportunità di domandare, confrontare e riflettere su un argomento che purtroppo ancora oggi affligge il nostro pianeta.

"La guerra è il mio nemico" è il tema principale della conferenza a cui abbiamo assistito, insieme ad altri 25.000 studenti e docenti di tutta Italia.

L'incontro ha la scopo di sottolineare le follie della guerra e gli effetti catastrofici che essa produce soprattutto sulla popolazione.

Attraverso i social network tutti gli studenti potevano porre domande agli intervistati, ed in diretta i destinatari porgevano le loro risposte personali.

Il primo ad essere intervistato é Gino Strada, al quale viene domandato in che modo e per quali ragioni ha fondato questa associazione. Il fondatore, essendo medico, afferma di aver visto così tanti orrori da arrivare a sentirsi in dovere di cercare di aiutare in tutti i modi possibili e con qualsiasi mezzo a disposizione. Inoltre, evidenzia che la riuscita del suo progetto è stata resa possibile in primo luogo grazie all'enorme aiuto dei suoi colleghi e collaboratori che hanno creduto fin dall'inizio al suo sogno.

La conduttrice Camila Raznovich gli chiede se esistano guerre giuste e guerre sbagliate: "No, personalmente credo che la guerra sia ingiusta a prescindere. Il punto comune di tutte le guerre sono le bugie, che sono indispensabili per organizzarla", risponde Gino Strada.,

Il secondo personaggio fu un fotografo britannico, Giles Duley, che da tempo documenta le atrocità di molte guerre nel mondo. Nel 2011 si trovava in Afghanistan per un foto-reportage quando accidentalmente appoggia il piede su un dispositivo esplosivo improvvisato, perdendo l'arto superiore sinistro e l'arto inferiore destro. Alla conferenza del 9 novembre sceglie di portare tre foto che racchiudono in sé tre storie diverse, e attraverso tali racconta la propria esperienza in una realtà inimmaginabile ai nostri occhi. Nonostante le gravi ferite subite decide di ritornare in Afghanistan dopo una lunga riabilitazione poiché, sostiene, può combattere anche lui contro l'ignoranza e l'odio della guerra attraverso le foto scattate dalla sua fotocamera.

Il protagonista successivo del dibattito è Alaa Arsheed, scappato dalla guerra in Siria grazie alla musica e alla passione per il violino. Egli ci espone la sua vita prima della guerra, l'amore sconfinato per la musica e il forte legame con la sua famiglia. Descrive il dolore causato dalla separazione dai suoi genitori e dai suoi fratelli, quando è costretto a lasciare il suo paese e trovare rifugio in Italia. Qui riesce finalmente a trovare protezione e ad esaudire uno dei suoi grandi desideri: incidere di un disco.

Infine Francesca Mannocchi, reporter di guerra impegnata a raccontare notizie, fatti e retroscena dei principali conflitti degli ultimi anni. Nei suoi scritti si impegna a testimoniare ciò che i giornali solitamente non dicono, cercando le parole giuste per descrivere al meglio tutto lo scenario bellico osservato dai suoi occhi.

"Il mio compito è quello di raccontare questo male assoluto che è la guerra", dichiara la giornalista.

"Penso che bisogna essere caparbi e tenaci per raccontare la guerra".

Complessivamente i ragazzi hanno apprezzato l'incontro poichè organizzato e interessante, partecipando attivamente attraverso i social network.

Silvia Sofia Cicerale, 4Ds