Il G7 delle donne

21.11.2017

"Dobbiamo combattere ogni forma di violenza mentale e fisica contro le donne" così il ministro francese per la famiglia Laurence Rossignol comunica ad una conferenza stampa uno degli obiettivi del W7.

Il W7, nato dal G7, gruppo dei sette stati economicamente più sviluppati, fondato nel 1975 per facilitare le iniziative macroeconomiche in risposta al crollo del tasso di cambio del 1971, è un forum internazionale dedicato alle donne con lo scopo di una gender equality, al fine di ridurre la discriminazione ai danni delle donne, non solo per quanto riguarda le disuguaglianze sociali, ma anche per conferire una maggiore importanza all'integrazione e alla parità dei diritti, quindi anche alla salute femminile e alle loro opportunità lavorative, mirando all'eliminazione dei gap salariali che questa disparità di genere causa: infatti il 66% dell'attività lavorativa mondiale è svolta dalle donne ma a queste spetta soltanto 10% dei salari mondiali.

Questi sono alcuni dei punti chiave di una lista di dichiarazioni denominata "starting from girls", necessari per uno sviluppo sostenibile delle nostre economie, che verrà presentato all'incontro di fine maggio a Taormina.

Il vertice nella città sicula è un piccolo passo verso una vera e propria uguaglianza che, come stimano tutti i rapporti, sarà raggiungibile solo tra parecchi decenni.

Ora l'interrogativo pare d'obbligo: come si possono eliminare quei vincoli sociali, culturali e normativi che ostacolano il raggiungimento di una reale parità?

Bisogna puntare sulle ragazze, in modo che queste siano in grado di prendere le redini della propria vita, così che siano loro a decidere del proprio destino.


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