GENDER EQUALITY 2030

30.01.2020

"Uomo, sei capace di essere giusto? È una donna che ti fa questa domanda. Dimmi: chi ti ha dato il potere sovrano di opprimere il mio sesso?" scrisse la femminista Olympe de Gouges durante la Rivoluzione francese. Sono passati 227 anni, tali parole che la portarono alla morte sembrano un'eco lontano per molti, eppure se ascoltato è l'urlo attuale di donne, ragazze e varie persone da ogni parte del mondo che continuano a subire le discriminazioni e violenze determinate dall'avanzata di forze conservatrici e integraliste, che mirano a controllare la sessualità dell'essere umano, mentre il mercato cerca di trarne profitto. Le femministe del nuovo millennio appaiono più sensibili alla questione razziale e ai problemi lgbtq+. Perché se essere donna è difficile, essere donna ed essere nera, transessuale, genderfluid, lesbica o non binario lo è ancora di più e in modo diverso. La lotta odierna prevede un traguardo ancora più ampio: il riconoscimento di una gamma di nuove identità di genere con gli stessi diritti inalienabili ed eguali che l'ONU ha riconosciuto "a tutti i membri della famiglia umana" (cit. Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo - Preambolo) che tuttavia si scontrano con resistenze di ogni sorta.

La battaglia da combattere è in pieno corso, e su molti campi stiamo retrocedendo: basti pensare al diritto all'aborto messo in discussione dalla Polonia e dagli Stati Uniti di Trump, e ai nuovi fenomeni, come l'alt-feminism, un'ondata di "femminismo" populista che reinterpreta argomenti femministi dal punto di vista conservativo. Purtroppo tale divario va al di là delle leggi: la mentalità oppressiva è radicata nella mente di molte persone e l'unica cura per uscire dall'ignoranza, abbandonando il passato e abbracciare la nuova realtà è la conoscenza.

Premesse le condizioni di disparità di genere, l'ONU ha incluso nei 17 obiettivi dell'Agenda 2030 il "Raggiungere l'uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze".

Nonostante la disparità di genere sia ancora considerevole, negli ultimi anni sono stati compiuti progressi per ridurla:

• Circa i due terzi dei Paesi in regioni in via di sviluppo hanno raggiunto la parità di genere nell'istruzione primaria;

• Nel 1990, in Asia meridionale, solo 74 bambine erano iscritte alla scuola primaria rispetto a 100 bambini. Nel 2012, i tassi d'iscrizione erano gli stessi per le ragazze e per i ragazzi;

• In Nordafrica, le donne detengono meno di un quinto dei posti di lavoro retribuiti in settori non agricoli. La proporzione di donne che occupano posti di lavoro retribuiti al di fuori del settore primario è aumentato dal 35 % del 1990 al 41% del 2015;

• In 46 paesi, le donne detengono oltre il 30% di seggi nei parlamenti nazionali in almeno una Camera.

L'ONU si sofferma nel raggiungimento dei seguenti traguardi:

5.1 Porre fine, ovunque, a ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze;

5.2 Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo;

5.3 Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili;

5.4 Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di responsabilità condivise all'interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali;

5.5 Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica;

5.6 Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in ambito riproduttivo, come concordato nel Programma d'Azione della Conferenza Internazionale su Popolazione e Sviluppo e dalla Piattaforma d'Azione di Pechino e dai documenti prodotti nelle successive conferenze;

5.a Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali;

5.b Rafforzare l'utilizzo di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, per promuovere l'emancipazione della donna;

5.c Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l'emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli.

Per maggiori informazioni sugli altri obiettivi dell'Agenda 2030, consultare il sito dell'UNRIC: https://unric.org/it/agenda-2030


Daniele Giacobbe e Alessandra Riciu  III Cs

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