Il Terrorismo

12.12.2017

"Se la forza del governo popolare in tempo di pace è la virtù, la forza del governo popolare in tempo di rivoluzione è al tempo stesso la virtù e il terrore: la virtù, senza la quale il terrore è funesto; il terrore senza il quale la virtù è imponente. Il terrore non è altro che la giustizia pronta, severa, inflessibile; è dunque un'emanazione della

virtù [...] il governo rivoluzionario è il dispotismo della libertà contro la tirannia".

Discorso alla Convenzione del 17 piovoso anno II, 5 febbraio 1794

Cos'è il Terrore?

Il Terrore è senso intenso e sconvolgente di paura o di sgomento; potrebbe essere una persona o cosa che lo incute o semplicemente un metodo crudele di esercitare l'autorità (come accadde durante la Rivoluzione Francese).

Cos'è il terrorismo?

Il Terrorismo è nato durante la rivoluzione francese, come strumento di lotta politica, basata su violenze indiscriminate e destabilizzanti (uccisioni, sabotaggi, attentati dinamitardi, ecc.).

I primi terroristi di cui ci ricordiamo furono i Sicari, vivevano in Giudea ed erano l'ala radicale degli Zeloti. Volevano l'indipendenza politica della Giudea. Il loro fanatismo si manifestò durante l'assedio romano di Masada dopo la caduta di Gerusalemme (72-73). I Sicari, dopo aver ucciso tutte le donne e i bambini, optarono per un suicidio di massa; l'episodio pose fine alla Prima Guerra Giudaica.

Il termine Terrore nasce durante la Rivoluzione Francese (1793-1794). Questo periodo è caratterizzato dall'uccisione degli antirivoluzionari. Il principale esponente del Terrore fu Maximilien Robespierre, che cadrà poi vittima della sua politica (estate 1794), segnando l'inizio della reazione termidoriana. Robespierre giustificava l'uso del terrore in quanto virtù e lo definiva come giustizia pronta, severa, inflessibile poiché bisognava guidare il popolo con la ragione e i nemici del popolo con il terrore, eliminando, i nemici interni ed esterni.

Purtroppo il terrore è stato ben presente in diversi periodi della storia.

Può essere definito "terrore" quello che provarono gli Ebrei quando si resero conto che il piano di Hitler era ben diverso da quello loro raccontato.

Hitler, oltre a una propaganda, strumento fondamentale per conquistare la maggioranza dei cittadini e per imporre il programma nazista, usava il terrore come mezzo di intimidazione di coloro che rifiutavano di obbedire, organizzando campagne per la persecuzione degli Ebrei e di altre persone che, secondo lui, andavano escluse della comunità popolare nazista. Anche la propaganda era una forma di terrore, poiché la popolazione tedesca era preoccupata dalla possibilità di un conflitto interno ed esterno.

Fermandoci in Italia, possiamo dire che il terrorismo fu particolarmente evidente durante i cosiddetti "anni di piombo", periodo che all'incirca va dalla fine degli anni Sessanta sino agli inizi degli anni Ottanta, durante i quali si verificarono circa 140 attentati; tra i più noti ricordiamo la strage di Piazza Fontana nella Banca Nazionale dell'Agricoltura (1969), per finire con la strage alla Stazione di Bologna (1980). Oppure ci sono stati atti terroristici rivolti specificatamente a politici per colpire il "cuore dello Stato" (rapimento e uccisione di Aldo Moro nel 1978), oppure a magistrati scomodi nel compimento del loro lavoro (Falcone e Borsellino).

È possibile paragonare il terrore al terrorismo?

Si è possibile. Infatti ai giorni nostri sentiamo parlare di terrorismo e, di conseguenza, terrore ovvero paura incontrollata. Il terrorismo di oggi è di tipo religioso ed è legato all'azione del califfato (ISIS); gli attentatori dell'ISIS sostengono di combattere in nome di Dio, secondo le leggi di Maometto e dell'Islam, ma, se guardiamo più da vicino la cultura islamica, scopriamo che Islam significa innanzitutto sottomissione a Dio. I terroristi hanno una visione estremista e distorta del messaggio religioso e vedono in coloro che non professano il loro credo una minaccia.

Il terrorismo è una malattia? Se si è una malattia temporanea o patologica?

Per alcuni può essere definita una patologia psichiatrica e psicologica, perché, se paragoniamo il terrorismo alla cattiveria, quest'ultima è insita nella testa della persone che compiono gli atti terroristici.

Ilaria Persenda, 4As