Le radici del populismo

19.11.2018

Lo scorso 16 novembre si è svolta alla "Libera università di lingue e comunicazione (IULM)" di Milano una conferenza sul Populismo durante la quale 4 professori universitari hanno chiarito di fronte ad un pubblico di studenti di varie scuole le dinamiche con cui questo fenomeno si è sviluppato nel corso della storia e come esso sia un argomento che riguarda direttamente l'epoca che stiamo vivendo. Il populismo, secondo Ferruccio Capelli (Direttore della Casa di Cultura di Milano), nasce come risposta dei nostri tempi alla necessità delle persone di sentirsi nuovamente parte integrante dei meccanismi dello stato; e queste reclamano, come nel caso italiano, il potere concesso loro dall'articolo 1 della Costituzione che recita: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.". Egli definisce questo fenomeno come un medicinale poiché, proprio come quest'ultimo, può "curare" fornendo i mezzi necessari affinché il potere torni nelle mani del popolo, ma può avere effetti collaterali legati alle dinamiche con cui esso si manifesta, ovvero la nascita un leader che, ponendosi come tale, trasforma lo stato in un regime autoritario. Il leader, generato dalla volontà comune di un riaccentramento del potere, viene definito da Massimo De Giuseppe (professore universitario della IULM) come un primus inter pares, ovvero un portavoce che si erge al di sopra degli altri continuando però a definirsi come uno di essi e individuando un nemico, ossia un alter ego contro cui concentrare le tensioni della massa. Storicamente è possibile riconoscere figure che si sono imposte con questo principio su intere nazioni le quali hanno trasformato la democrazia in un dispotismo assoluto. Il mezzo attraverso il quale il primus inter pares si rende tale è la parola, essa al giorno d'oggi è favorita dall'impiego comune della tecnologia: radio, televisione, siti internet, social network e qualsiasi altra piattaforma sulla quale chiunque può esprimersi permettendo il dilagare di idee che si trasformano in vere e proprie coscienze comuni. Le persone perciò cercano nel politico colui che si renda espressione dei loro ideali. Le causa della nascita del Populismo in Italia è riconducibile, secondo il professore di letteratura italiana contemporanea Paolo Giovanetti, al mancato coinvolgimento del popolo da parte della letteratura, la quale nel corso del tempo ha manifestato il timore che esso potesse insorgere e attuare una Rivoluzione additandolo come violento e incapace di comprendere ciò che lo circonda come nel caso dei Promessi Sposi dove, nella parte dedicata al "Vecchio Mal Vissuto" (cap.XIII), Manzoni esprime come per lui il popolo, abbandonato a sé stesso, esterni la sua indole violenta, o ne "I Malavoglia" (cap.VII) dove Verga lo descrive come incapace di capire il progresso e la democrazia. Il Populismo al giorno d'oggi è molto diffuso e porta con sé i aspetti positivi dando nuova voce al popolo, si spera che il suo avvento non comporti la nascita di nuove autocrazie che possano mettere a repentaglio le democrazie mondiali.

Sorriento Matteo, 5C