Salone del Libro di Torino

23.05.2017

Si è tenuta da giovedì 18 a lunedì 22 maggio la 30esima edizione del Salone del libro di Torino. La famosa e rinomata fiera torinese ha avuto luogo come tutti gli anni al Lingotto Fiere di Via Nizza per cinque giorni. Per ogni biglietto un ingresso di massimo 10 ore (dalle 10:00 alle 20:00) attraverso 5 padiglioni con l'opportunità di incontrare autori, artisti, espositori, personaggi pubblici ma soprattutto con l'opportunità di visitare gli stand delle varie case editrici.

Quest'anno però il mercato è cambiato, alcune delle grandi case, per anni ospiti fissi del nostro Salone (come per esempio la Mondadori) hanno scelto i padiglioni di Rho a Milano. Il Salone quindi quest'anno ha deciso di fare forza e puntare tutto sui "più piccoli" rilanciando nuove case editrici che hanno avuto un grandissimo successo e che hanno addirittura incrementato le vendite del 20%. Quest'anno infatti non sono stati in pochi ad approfittare di questa occasione facendo apparire il Lingotto come un "fortino assediato". Ad assediarlo migliaia e migliaia di persone (per 8 milioni di volumi venduti in 3 giorni e 56 mila biglietti acquistati ancora prima dell'apertura) rimaste in fila davanti all'ingresso del Salone per ore in attesa di prendere parte all'evento culturale torinese per eccellenza che quest'anno ha aperto ispirandosi al tema del futuro.

Il filo conduttore è "oltre il confine", ed il Salone supera per la prima volta il tema centrale del Libro proiettandosi verso tematiche quali la tecnologia ed il progresso. «Parleremo di "Confini", di "Frontiere", perché confine e frontiera sono parole chiave del nostro tempo. In tutto il mondo le frontiere si moltiplicano», queste le parole con cui il Salone del Libro si preparava ad aprire. Un Salone del Libro totalmente nuovo che, nonostante l'iniziale timore per l'avversario milanese, riesce nell'impresa.

Quella che doveva essere un triste parata funebre si è trasformata in una cavalcata verso la vittoria favorita dalla grande attaccatura dei torinesi e degli italiani al Salone del Libro come tradizione torinese per eccellenza; ma favorita anche dai 10 mila ticket destinati alle scuole, segno evidente di una grande considerazione rivolta agli studenti e ad un pubblico più giovane. Buonissime notizie quindi per l'editoria e per i torinesi, fieri del proprio Salone e fieri di aver sconfitto la minaccia della Fiera del Libro di Milano.

Giunti quindi alla fine del 30esimo appuntamento al Lingotto Fiere, Massimo Bray, presidente per la fondazione per il Libro, dichiara all'Ansa:

«Bisogna dirlo con coraggio: il Salone del libro è Torino, ci vediamo a maggio 2018 e spero che anche gli editori più grandi diano una mano a fare di questo Salone il più grande del mondo. Questi giorni mi hanno dato conferma che i cittadini difendono i beni comuni con tutte le loro forze».

Kerim Azzabi IV Ds