Vivere nella infosfera

07.12.2018

Conferenza con Piero Angela: prepararsi al futuro 

L'emozione dentro la notizia

Nell'ambito del progetto "Prepararsi al Futuro", Mercoledì 7 Novembre 2018, nell'Aula Magna del Politecnico di Torino si è svolta la terza conferenza intitolata "Vivere nella infosfera", tenuta dal giornalista e divulgatore scientifico Piero Angela, moderata dal giornalista Piero Bianucci e con gli interventi dell'accademico e informatico Juan Carlos De Martin e quello del giornalista Ferruccio De Bortoli.

Il primo intervento è stato quello di Piero Angela che ha trattato il tema di quanto sia importante l'emozione dentro la notizia. Il divulgatore ha esordito affermando che dove non c'è emotività non c'è comunicazione argomentando la sua tesi parlando dell'Ippocampo, una zona del cervello adibita al controllo delle emozioni, e soprattutto sostenendo che con il trascorrere del tempo si ricordano solo gli eventi che hanno suscitato in noi qualcosa di fortemente emotivo. Angela ha dimostrato anche, mediante un'esemplificazione, come anche il Telegiornale, che ha uno scopo divulgativo, tenda a mettere in risalto le notizie riguardanti fatti di sangue e denaro proprio perché suscitano maggiore interesse negli ascoltatori. Quest'attenzione è dovuta al fatto che mentre nei giornali si può scegliere ciò che si vuole leggere (lettura orizzontale), nei telegiornali, essendoci una lettura verticale, è necessario evidenziare le notizie che suscitano emozioni, per ottenere maggiori ascolti.

Come internet ha cambiato la comunicazione

Dopo l'intervento iniziale del promotore di tale iniziativa, Piero Angela, è intervenuto l'ingegnere JuanCarlos De Martin che ha affrontato il tema "come internet ha cambiato la comunicazione" o meglio, come affermato dallo stesso De Martin, "come internet sta cambiando la comunicazione".

Nel suo intervento De Martin ha prima fornito, per capire meglio l'argomento, i dati tecnici su 3 elementi importati (internet, World Wide Web e smartphone) per poi evidenziare come siano cambiati, nel tempo, i modi ed i mezzi di comunicazione. Infine il relatore ha concluso ponendo l'interrogativo sui pro ed i contra di questa evoluzione tecnologica e sul ruolo delle Istituzioni nella gestione delle stesse per tutelare gli individui.

In merito ai dati tecnici è stato evidenziato come Internet possa essere assimilato ad un sistema postale che recapita automaticamente "buste" di dati (musica, articoli, video, etc.) da ovunque a ovunque indipendentemente dal contenuto, dal mittente o dal tipo di dispositivo.

Tuttavia decisiva è stata l'introduzione, 20-30 anni dopo internet, del protocollo www (world wide web), che è un'applicazione che gira su internet che ha introdotto un formato universale per i contenuti (html), un modo semplice per pubblicare i contenuti (httpl), ed un modo intuitivo, grazie ai browser ed i link, per navigare tra i contenuti, e dello smartphone, in primis l'Iphone, che è in pratica un computer da tasca a basso costo sempre reperibile che è un nodo di internet di facilissimo utilizzo.

Rilevante anche il fatto che internet e il www siano globali e non internazionali; chiunque al mondo può comunicare con chiunque altro al mondo, teoricamente senza filtri, praticamente sempre ed ovunque in tutti i modi: 1 a 1 (come il telefono), 1 a molti (come giornali, TV) o molti a molti.

Questa è una novità mai successa prima e gli studiosi, come i sociologi, non sono ancora riusciti a concettualizzare il fenomeno.

Giornali, radio, televisioni, fino a pochi anni fa uniche fonti di informazione, erano abbastanza numerose ma controllabili. Negli ultimi 40 anni si è assistito ad una concentrazione delle fonti con una perdita del pluralismo e di indipendenza.

Con l'arrivo di Internet e dei social (Twitter, Facebook, Instagram, mail, blog etc.) si perde il monopolio dell'informazione dei media tradizionali e si indebolisce il vecchio ordine atlantico (alla nostra attenzione arrivavano soltanto le opinioni dei paesi del blocco occidentale-Usa).

Oggi la geografia della comunicazione coincide con la geografia della rete. E la rete funziona in modo tale che con un numero limitato di passaggi, una informazione raggiunge punti della rete lontanissimi. Così in poche ore un messaggio può diventare virale, a prescindere dalla sua correttezza.

La rete si è quindi sviluppata come un bene comune ma imprenditori abili e spesso geniali hanno utilizzato il bene comune, che viene visto come il trionfo della libertà di espressione e della democratizzazione del diritto di comunicare, per fini privati costruendo business miliardari. Google, Amazon, Facebook hanno elaborato algoritmi segreti che condizionano la composizione della così detta colonna centrale che ci appare quanto utilizziamo questi motori di ricerca condizionando così le notizie, i gusti, i nostri acquisti e le mode.

Dopo aver analizzato altri due aspetti dell'informazione in rete (soggettivo e oggettivo) De Martin conclude il suo intervento osservando che, a suo parere, non è corretto lasciare tutta la responsabilità sulla selezione delle informazioni al senso critico del singolo individuo: è pura Utopia pensare che il singolo sia in grado di selezionare la veridicità delle informazioni. La soluzione proposta è quella di ridare valore ai così detti corpi intermedi che dovrebbero assistere i singoli fornendo loro una educazione ed una formazione. Tali corpi intermedi possono essere identificati nei partiti politici così come anche previsti dalla Costituzione italiana agli artt. 21 e 49.

Tutti giornalisti, nessun giornalista

Il terzo intervento è stato quello di Ferruccio De Bortoli (ex direttore del "Corriere della sera" e del "Sole 24ore"), il quale ha trattato il problema delle fake news. Il giornalista ha iniziato specificando che i cittadini non devono essere sudditi o naufraghi del web; le fake news sono sempre esistite ma oggi risultano amplificate perché sono condivise in rete. Dal momento che oggi le notizie circolano molto velocemente e sono accessibili a tutti il ruolo del giornalista è quello spezzare il velo della superficialità che c'è nei social network; inoltre il giornalista, a differenza dell'algoritmo che seleziona pensieri comuni, deve trasmettere un'emozione diversa; infine De Bortoli afferma che per informarsi davvero non è sufficiente un click ma ci vuole tempo e sacrificio. 

BARRERA Andrea, CAPANO Federica - Classe 4^D